Category Archives: EGIZI

Archeofilia ha visitato per voi…
Egitto mai visto

Titolo della mostra: EGITTO MAI VISTO
Data della visita: 1 novembre 2010
Luogo: Musei San Domenico, Forlì
Durata della mostra: 11 settembre 2010 - 9 gennaio 2011

Gli occhi di Horus

Modello di barca da Assiut

Ernesto Schiapparelli

Si apre con questo articolo una nuova rassegna sulle mostre o i luoghi di interese storico/archeologico che Archeofilia ha visitato per voi. Ad inaugurare la serie la mostra dal titolo Egitto Mai Visto, ospitata dai Musei San Domenico di Forlì.
Ernesto Schiapparelli (Occohieppo Inferiore, Biella, 1856 – Torino, 1928), grande egittologo Torinese famoso in tutto il mondo per aver scoperto la necropoli di Tebe, la tomba inviolata di Kha (l’architetto di Amenofi III) e la tomba della regina Nefertari, dopo aver perfezionato gli studi in Lettere presso la Ecole pratique des hautes études della Sorbona di Parigi sotto la guida del grande egittologo Gaston Maspero e aver diretto la Sezione Egizia del museo archeologico di Firenze prima e il museo Egizio di Torino poi (ruolo quest’ultimo che avrebbe ricoperto fino alla morte), fu protagonista e direttore, tra il 1908 e il 1920, di un’importante spedizione in Egitto, la Missione Archeologica Italiana.

La papirologia svela le preoccupazioni moderne dell’uomo antico

Con il termine “papirologia” si intende normalmente lo studio dei testi su papiri ed altri materiali provenienti prevalentemente dall’Egitto del periodo del dominio Greco e Romano, ovvero quello che ha inizio con la conquista di Alessandro (intorno al 332 a.C.) e termina con la morte di Teodosio I (395 d.C). Si tratta di un’area di ricerca particolarmente complessa, e non, come si potrebbe pensare, per la difficoltà di interpretare questi segni pittorici, ma anche perché all’inizio del XX secolo era usanza diffusa tra i commercianti di antichità strappare i papiri in vari pezzi per aumentare il numero di frammenti che potevano vendere. Grande importanza in questo settore di studio riveste la rivista annuale dell’Università di Cincinnati, il “Bulletin of the American Society of Papyrologists”, che nel prossimo numero in uscita il primo novembre presenterà una rassegna delle ultime ricerche su documenti su papiro. Ciò che sorprende  di questi studi è che da essi emerge come gli antichi condividessero molte delle preoccupazioni dell’uomo moderno, dalla necessità di tutelarsi economicamente, alla confusione religiosa alle cure mediche.
Uno degli articoli verte infatti su un testo Greco relativo ad un prestito di denaro con interessi in natura, e più precisamente  pagati in cavoli. In questo modo chi prestava denaro si tutelava dall’inflazione valutaria, molto forte dopo il 275 DC, e si assicurava una fonte stabile per l’approvvigionamento della verdura.
Un altro studio discute i testi magici dell’Egitto Greco-Romano sottolineando come esistesse una terminologia medica tecnica ben sviluppata con vocaboli specifici per indicare la febbre (ce n’erano 20 diversi), ma anche le ferite, i morsi di scorpione e l’epilessia.
In un altro saggio della rivista William Shandruk dell’ University of Chicago  esamina i modi in cui i termini  Cristo e Cristiani sono scritti  nei papiri greci: spesso il nome di Cristo veniva confuso con il termine Chrestos (che era pronunciato allo stesso modo di Christos), che era invece un nome comune per gli schiavi e significava “bravo ” o “utile”.  Anche i rappresentanti del governo romano chiamarono  i primi cristiani “Chrestianoi” invece di  “Christianoi” provocando confusione tra gli stessi fedeli che in un primo momento seguirono lo stesso errore.



ENGLISH ABSTRACTS:
Some research carried out on Egyptian papyri from the period of Greek and Roman rule, which will be published on the next issue of the University of Cincinnati-based annual journal, the “Bulletin of the American Society of Papyrologists”, demonstrates how the concerns of the man living in the Ancient World were surprisingly similar to those of the modern day man: medical cures, religious confusion and the need for financial safeguards.

(Fonte per la News: University of Cincinnati, 29 ottobre 2010)