Category Archives: INGHILTERRA

Dicembre 1914, quel Natale (di pace) in trincea

New Year Truce Neujahr im Niemandsland

Una delle foto più famose della Tregua di Natale del 1914 che ritrae soldati inglesi e Tedeschi insieme. (Foto da: Spiegel Online)

Il nuovo articolo di Archeofilia, con il quale auguriamo a tutti i nostri lettori felici festività Natalizie, prende spunto paradossalmente da una controversia che ha interessato l’Inghilterra nelle ultime settimane. Ad accendere i britannici spiriti è stato, questa volta, un recente spot pubblicitario della catena di supermercati Sainsbury’s, la terza per importanza nel Regno Unito, che ha scelto quest’anno di pubblicizzare le sue leccornie Natalizie, in particolare una cioccolata, con un cortometraggio ambientato durante la Prima Guerra Mondiale.

Trovate le prime prove concrete che i coloni inglesi di Jamestown ricorsero al cannibalismo

 

Una ricostruzione del volto di “Jane”, la giovane i cui resti recentemente trovati dagli studiosi dello Smithsonian dimostrano che nell’inverno del 1609 i coloni inglesi di Jamestown fecero ricorso al cannibalismo.

Pensare alle prime colonie inglesi in America normalmente ci richiama alla mente scene alla “Lettera scarlatta” con puritani vestiti di nero, donne dai capelli raccolti sotto alla tipica cuffietta bianca, incontri tesi tra colonizzatori e tribù native e rigida impostazione religiosa della vita quotidiana.  Tuttavia uno scheletro scoperto recentemente in quello che può essere considerato il più antico insediamento inglese del nuovo Mondo, Jamestown,  ha riportato all’attenzione del mondo accademico e dei media un aspetto molto più oscuro e drammatico della vita di quei coloni, aspetto di cui fino ad ora si era accennato solamente su cinque documenti dell’epoca: per superare il rigido inverno tra il 1609  e il 1610 i coloni sarebbero stati costretti a praticare  il cannibalismo.

Inghilterra: ritrovati i resti di Riccardo III, ultimo dei Plantageneti

Una rappresentazione di Riccardo III

I shall despair. There is no creature loves me;
And if I die, no soul shall pity me.
Nay, wherefore should they? since that I myself
Find in myself no pity to myself.

Mi resta solo la disperazione.
Non c’è chi m’ami al mondo,
e se muoio, nessuna anima viva
avrà pietà di me.
Perché, del resto, ne dovrebbe avere,
se sono io stesso a non trovare mai
in fondo all’anima alcuna pietà
verso me stesso?

William Shakespeare, Riccardo III, Atto V

Londra: scoperte vie di collegamento dell’età del bronzo

Un’archeologa al lavoro allo scavo per il nuovo tratto della ferrovia londinese.

(See below for the English version of this article)
Lo scenario è quello descritto da Peter Ackroyd  nelle prime pagine del suo “Londra. La biografia”. Dove oggi sorgono cioè gli edifici che disegnano una delle skyline più famose al mondo, nel periodo in questione sorgevano foreste, paludi, fiumi, sorgenti e colline (alcune di esse ancora visibili oggi, come Ludgate Hill).

DOCUMENTI – 1 “Un tempo fui imperatore”

 

Sir William Quiller Orchardson, Napoleone a bordo della HMS Bellerophon, 1880
Tate Gallery, Londra

   Da questo mese Archeofilia si arricchirà di una nuova sezione dedicata ai documenti storici che, scoperti di recente o semplicemente portati alla nostra attenzione da qualche lettore, ci catapulteranno al centro degli eventi tramite le parole e i pensieri dei loro protagonisti e testimoni diretti. Ad inaugurare la serie, una lettera scritta il 4 agosto 1815 in cui Sir William Henry Lyttelton, membro del Parlamento Britannico, parla a Lord Torpichen, suo suocero, del momento in cui Napoleone apprese ufficialmente la notizia del suo esilio a Sant’Elena.

Un team di esperti alla riscoperta della "Grande Fuga"

Una troupe televisiva del canale britannico Channel 4 è tornata insieme ad un team di esperti presso lo Stalag Luft III, il campo di prigionia tedesco che fu teatro della fuga di massa immortalata dal popolare film del 1962.

 
Il Dott. Pollard presso l’entrata del condotto al tunnel “Harry”.
 
 Era la notte tra il 24 e il 25 marzo del 1944 quando 200 piloti delle forze aeree alleate, in gran parte appartenenti alla Royal Air Force, si apprestavano ad affrontare la fuga dal campo di prigionia tedesco nel quale erano detenuti, lo Stalag Luft III, situato a 100 miglia a est di Berlino. Non si trattava però di prigionieri qualunque, né di un campo di prigionia come tanti, e quello che stavano per compiere sarebbe passato alla storia come il più massiccio e significativo, anche se per molti di loro tragico, tentativo di fuga mai realizzato durante la Seconda Guerra Mondiale.
Vent’anni più tardi, nel 1963, Hollywood avrebbe consacrato al mito quell’impresa con il film “La grande fuga” di  John Sturges, diventato un classico del fim di guerra, che riproponeva gli eventi di quei mesi e di quella particolare notte con attori del calibro di Steve McQueen, Charles Bronson, James Coburn e James Garner (per nominarne solo alcuni).

“Spintria” romana trovata sulle sponde del Tamigi

La moneta rinvenuta presso il Putney
Bridge, West London.
Foto: Stephanie Schaerer per The Telegraph

(See below for the English abstract of this article)

Regis Cursan, il pasticcere londinese che, approfittando dalla marea particolarmente bassa e incurante della fitta pioggia, ha trovato con il suo metal detector una moneta romana sulla sponda del Tamigi, non poteva immaginare di trovarsi di fronte ad un ritrovamento tanto singolare. Si trattava infatti del primo esemplare rinvenuto nel Regno Unito di “spintria” romana, la particolare moneta che veniva utilizzata per il pagamento delle prestazioni sessuali delle prostitute.

“Dio, Cesare e Robin Hood” ovvero come fu costruito il Medio Evo inglese

Simon Thurley

La Cattedrale di Durham
(Foto National Geographic)

Simon Thurley, importante storico dell’architettura inglese, conduttore di numerosi programmi radio- televisivi sull’argomento nonché principale consulente del governo britannico per le questioni relative alla conservazione dei beni culturali, ha tenuto lo scorso inverno un ciclo di lezioni sulla storia dell’architettura inglese medievale presso il Gresham College di Londra, il più antico college per l’istruzione universitaria della città.

Rivelati i risultati del caso del pozzo medievale di Norwich

Ricostruzione della disposizione
dei corpi nel pozzo di Nowich.
(Foto BBC)
(Click here for the English Version of this article)
Lo scorso 31 gennaio Archeofilia pubblicava, per la serie “Intervista con la Storia”, un’intervista all’archeologo inglese Giles Emery che durante gli scavi effettuati a Norwich nel luogo destinato alla costruzione di un centro commerciale, aveva rinvenuto un pozzo medievale contenete ben 17 scheletri umani, dei quali 6 appartenenti ad adulti e 11 a bambini di età compresa tra i 2 e i 15 anni.

Monopoli e la seconda guerra mondiale: così i prigionieri di guerra inglesi uscivano di prigione senza passare dal via

La scatola dell’”edizione speciale” per prigionieri di
guerra e una delle mappe in seta

Sono stati circa 35.000 i prigionieri Alleati che durante la Seconda guerra mondiale sono riusciti a fuggire dai campi tedeschi o italiani, ma ciò che non tutti sanno è che pare che circa un terzo di questi sia riuscito ad evadere grazie al popolare gioco di società “Monopoly”.
    Tra gli aiuti umanitari che i tedeschi, ad un certo punto in difficoltà a supplire i viveri per il loro stesso esercito,  permettevano di buon grado che venissero inviati ai prigionieri, c’era infatti anche il famoso gioco da tavolo che veniva giudicato uno svago innocente utile a tenere impegnati i detenuti per ore. Fu così che, nel 1941 i servizi segreti britannici si rivolsero alla John Waddington Ltd., l’azienda titolare della licenza di Monopoly per il Regno Unito (il brevetto era e rimane della ditta americana Parker) perché creasse “un’edizione speciale” del gioco da inviare ai prigionieri di guerra d’oltremare che includesse alcune mappe con le case “amiche” dove potevano rifugiarsi durante la fuga. Il problema di nascondere le mappe tra i pezzi del gioco venne risolto ricorrendo a stampe su seta, che non facevano rumore, stavano in pochissimo posto se ripiegate ripetutamente su se stesse e non si stropicciavano. Le mappe in seta vennero dunque inserite dentro le pedine del gioco e si dimostrarono molto utili per i giocatori, così come la limetta in metallo, la piccola bussola e le vere monete in valuta tedesca nascoste tra i soldi finti del gioco che sarebbero servite dopo la fuga. Il set da gioco così “truccato”, che veniva realizzato in una speciale stanza segreta della fabbrica, sconosciuta a tutti i dipendenti che non vi lavoravano direttamente,  si distingueva da quelli regolari per un punto rosso posizionato nell’angolo del Parcheggio Gratuito, quello opposto alla prigione. C’era poi anche un vero e proprio codice basato su punti che designava la destinazione del gioco: Un punto dopo “Mayfair” per esempio, indicava che il gioco era stato creato per la Norvegia, Svezia e Germania, e ne conteneva le realtive mappe, mentre uno dopo “Marylebone Station” significava che il gioco era destinato all’Italia.
   Per non compromettere l’integrità della Croce Rossa Internazionale poi, vennero anche create false associazioni di beneficienza che avevano esclusivamente il compito di distribuire i set nei campi di prigionia.

     Barbara Bond dell’Università di Plymouth, oggi impegnata nella stesura di un volume sulle mappe in seta durante la guerra, spiega come ad un certo punto esse venissero nascoste in qualunque tipo di gioco, anche nei mazzi di carte, o di altro oggetto, come le matite, che veniva passato ai detenuti. “Durante la Prima Guerra Mondiale,” spiega la Bond, “se venivi catturato era finita lì, ma dopo che Winston Churchill e altri  condivisero con il pubblico la loro esperienza di prigionieri di guerra, le cose incominciarono a cambiare. I prigionieri avevano ancora una missione, quella di lottare e fuggire.” E la diffusione di queste mappe in seta che venivano così astutamente introdotte nei campi di prigionia è la dimostrazione di questa nuova tendenza.

    Sembra che dopo la guerra gran parte di queste “edizioni speciali”siano state distrutte, e la stessa notizia della loro esistenza venne tenuta strettamente segreta per non compromettere un futuro ri-utilizzo dello stesso sistema in altre occasioni, si sono invece conservate molte delle mappe in seta.


(Fonti: ABC news, CNN, British Library )


ENGLISH ABSTRACT

Monopoly and WWII

Not many know that the word famous board game Monopoly played an essential part in the escape of  many of the 35.000 allies who were caught by the Nazis during WWII and  managed to get away from the German prisons. The Nazis allowed basic first aid kits to be sent to prisoners by their respective countries without being aware that in the Monopoly set included, which was considered an innocent past time for the prisoners, some silk maps of the area, a magnetic compass, a metal file and some real money in the local currency had been skillfully hidden. The existence of this special edition was kept secret and all the remaining set were destroyed after the war not to compromise a possible use in the future of the same system.


(Source: ABC news, CNN, British Library )