Category Archives: LINGUE

Alle origini del linguaggio

(Foto Dictionary.com)
L’origine della lingua parlata, più ancora di quella della scrittura il cui studio si basa su prove più tangibili, ha da sempre tormentato i linguisti di tutte le epoche, sin dai tempi della ventiseiesima dinastia Egiziana.

Erodoto ci informa di come il faraone egiziano Psammetichus, per risolvere questo enigma avesse tentato un esperimento con due neonati. I bambini vennero isolati e portati a vivere per ben due anni in mezzo alle capre con l’unica compagnia di un pastore muto. Venne riferito al faraone che dopo tale periodo di tempo, l’unica parola che i bambini erano riusciti a pronunciare fosse “bekos”, il termine frigio per “pane”. Da lì il faraone dedusse che la lingua parlata più antica fosse il frigio, una lingua più antica dell’egiziano parlata in alcune zone della Turchia.
Sembra che parecchio tempo dopo, e più precisamente nel 1500, re Giacomo IV di Scozia  abbia ripetuto l’esperimento ottenendo però un risultato ben diverso: i bambini, al termine del periodo di isolamento emisero una parola in ebraico, a conferma del fatto che quella fosse la lingua parlata nel giardino dell’Eden, che si era poi diffusa nel resto del mondo in seguito alla caduta di Adamo ed Eva.
Oggi il Dott. Quentin D. Atkinson, biologo della University of Auckland, in Nuova Zelanda ha tentato una nuova strada con uno studio pubblicato la scorsa settimana su Science  che sembra dimostrare due punti fondamentali: che la lingua parlata avrebbe avuto una sola origine e che il luogo specifico di tale origine sarebbe l’Africa sudoccidentale.Il Dr. Atkinson, esperto nell’applicazione di modelli matematici alla linguistica, ha analizzato non le parole, come molti studiosi prima di lui, ma i fonemi (definibili come le unità minime e distintive di suono che compongono una parola)  presenti in 500 lingue parlate in tutto il mondo ed ha scoperto che man mano che ci si allontana dall’Africa più le lingue sono caratterizzate da un numero inferiore di fonemi. Molte lingue africane che includono “click”, vale a dire consonanti avulsive non polmonari (simili al suono click), includono più di 100 fonemi mentre le lingue dell’Oceania, delle Pacific Islands, della Papua Nuova Guinea e della Nuova Zelanda, queste ultime considerate le mete di migrazione più lontane dall’Africa, ne contano solo 13, laddove la lingua inglese moderna ne conta 45.
Questa teoria si oppone ad una precedente secondo la quale l’origine della lingua parlata risalirebbe solo a 10.000 anni fa: dal momento che le popolazioni Africane, come sottolinea Atkinsons, hanno iniziato la loro dispersione nel mondo verso l’Asia e l’Europa ben 60.000 anni fa,  l’utilizzo del linguaggio sarebbe un fenomeno molto più antico.


(Fonte: The New York Times, 14 aprile 2011)


ENGLISH ABSTRACT

The origin of the spoken language

A study carried out by  Quentin D. Atkinson, a biologist at the University of Auckland in New Zealand is trying to finally solve  the enigma of the origin of the spoken language which has been haunting linguists since the antiquity. The greek historian Erodothus, for example, tells us how the Egyptian Pharaoh Psammeticus  caused two children to be raised in isolation by a dumb shepherd to this purpose. Two years later, when the children were brought before him, one of them said something that sounded to the pharaoh like bekos, the Phrygian word for bread. From this, Psamtik deduced that the capacity for speech is innate and that the natural language of people was Phrygian. The same experiment was tried again and again over the centuries up to King James IV of Scotland, who concluded that the innate language was on the contrary Hebrew. Recently, a study undertaken by Dr. Quentin D. Atkinson, a biologist at the University of Auckland in New Zealand who applied mathematics to linguistics, has shown that  language originated only once, and  that the specific place of origin would be a south western area in Africa. D.Atkinson reached these conclusion by taking into considerations not words, as many scholars engaged in this kind of research before him, but phonemes. He discovered that the further humans traveled from Africa, the fewer number of phonemes survived: the most ancient African languages feature around 100 phonemes while the languages spoken in  the furthest places form Africa, such as Oceania an New Zealand, feature only 13. This discovery would date the origin of language to about 60.000 years ago and not to 10.000 as we have believed so far.
(Source: Dictionary.com)

Turchia: è qui che si parla la lingua viva più simile al Greco Antico

Una mappa della Grecia e della Turchia
con la colonia di Ponto in alto a dx
(clicca qui per ingrandire)

(For the English abstract of this article see below)


Si chiama Romeyka ed è un dialetto parlato dalle circa 5.000 persone che vivono in un gruppo di villaggi vicino alla città di Trabazon, presso il Mar Nero, nella Turchia nord orientale, in quella che una volta era la colonia greca di Ponto, toccata da Giasone e dai suoi Argonauti nel loro mitico viaggio dalla Tessaglia e regno delle leggendarie Amazzoni. I linguisti che si sono recentemente dedicati allo studio approfondito di questa lingua, oggi  solo parlata, hanno scoperto come essa sia una variante del Greco Pontico e presenti tali somiglianze strutturali e grammaticali con il greco antico parlato nel momento di massima influenza Greca sull’Asia Minore  tra il IV secolo a.C. e il IV d.C, come non ve ne sono di riscontrabili in nessuna altra lingua parlata oggi. Il greco moderno infatti, fortemente influenzato dal Greco-bizantino medievale, ha sviluppato grosse differenze con la sua controparte antica.“L’uso dell’infinito per esempio”, spiega Ioanna Sitaridou, lettrice di filologia romanza all’University of Cambridge, “si è perso in tutti gli altri dialetti greci oggi conosciuti, tanto che oggi chi parla greco moderno dice “Non posso che io vada” invece di “Non posso andare”. In Romeyka invece, non solo è stato preservato l’infinito, ma troviamo anche particolari costruzioni infinitive mai osservate fino ad ora che trovano paralleli solo nelle lingue romanze”.
Gli studiosi ipotizzano che questo forte legame tra la lingua Romeyka e il greco antico possa essere dovuto al fatto che le persone che la parlano siano effettivamente i discendenti diretti degli antichi greci che vivevano qui. Si tratta infatti di una comunità molto chiusa, sia dal punto di vista geografico che culturale, con pochissimi matrimoni al di fuori dei villaggi e pochissime infiltrazioni culturali esterne. E’ anche possibile però che queste persone siano discendenti di tribù immigrate che furono incoraggiate o obbligate a parlare la lingua degli antichi colonizzatori Greci.
La  scoperta offrirà  agli studiosi un’occasione senza precedenti di studiare l’evoluzione della lingua greca.

ENGLISH ABSTRACT:

Turkey: here the closest living language to ancient Greek is spoken

Some linguists are studying in depth Romeyka, a dialect spoken by some 5.000 people in the north-eastern part of Turkey, near the Black Sea, which has proven to be the closest living language to ancient Greek. The many grammatical and structural similarities between this dialect and the language spoken at the height of Greek influence across Asia Minor between the 4th century BC and the 4th century AD, will allow scholars to trace the development of this ancient language like never before. The modern Greek, in fact, has not been useful  for this purpose as it was strongly influenced by the medieval Byzantine Greek. This community, on the other hand, has always been secluded from the rest of the world, with his own language, music and very few marriages between villagers and outsiders so that scholars think they might even be the direct descendants of those Greek people who had inhabited the areas millennia ago.


(Fonte: The Independent, 3 gennaio 2010)