Category Archives: MONDO

Dicembre 1914, quel Natale (di pace) in trincea

New Year Truce Neujahr im Niemandsland

Una delle foto più famose della Tregua di Natale del 1914 che ritrae soldati inglesi e Tedeschi insieme. (Foto da: Spiegel Online)

Il nuovo articolo di Archeofilia, con il quale auguriamo a tutti i nostri lettori felici festività Natalizie, prende spunto paradossalmente da una controversia che ha interessato l’Inghilterra nelle ultime settimane. Ad accendere i britannici spiriti è stato, questa volta, un recente spot pubblicitario della catena di supermercati Sainsbury’s, la terza per importanza nel Regno Unito, che ha scelto quest’anno di pubblicizzare le sue leccornie Natalizie, in particolare una cioccolata, con un cortometraggio ambientato durante la Prima Guerra Mondiale.

Il mio nome è Nessuno – Il Ritorno
Incontro con Valerio Massimo Manfredi

V.M. Manfredi

Che un blog di storia e archeologia dedichi tanti post a romanzi che, seppur su uno sfondo storico, presentano vicende frutto dell’immaginazione umana, potrebbe sembrare inadeguato, persino contraddittorio.E ammettiamo di esserci “trattenuti” di tanto in tanto, dal recensire qui opere (parliamo sempre di romanzi storici) che ci hanno affascinato, nel timore di discostarci troppo dalla nostra mission principaleParlare poi, come faremo oggi, di un volume che si rifà non tanto alla storia antica, bensì all’epica, potrebbe apparire doppiamente stridente.

Archeofilia ha visitato per voi…
Il Rex, Tarabotto e l’epopea dei transatlantici

Nome della mostra: Il Rex, Tarabotto e l’epopea dei transatlantici
Data della visita: 18 agosto 2013, inaugurazione mostra
Luogo: Castello di Lerici, Lerici (SP)
Durata mostra: 18 agosto – 27 ottobre 2013


Con il nuovo articolo della serie  “Archeofilia ha visitato per voi” prosegue il nostro excursus, iniziato nel post precedente, sulla storia del transatlantico Rex, la leggenda dei mari degli anni ’30.  Questa volta ci siamo recati personalmente in visita alla mostra presso il castello di Lerici dove tra cimeli, foto e documenti rivive l’epoca d’oro dei grandi transatlantici italiani.

SS REX: il transatlantico e il suo più famoso capitano rivivono a 80 anni dal Nastro Azzurro

See below for the English abstract of this article 
Le grandi passioni non vanno mai in ferie e anche una tranquilla vacanza in una località di mare può nascondere inaspettati e quanto mai intriganti risvolti …

Il Capitano Francesco Tarabotto, l’entrata del Rex a New York e la targa posta sulla casa natale di Tarabotto a Lerici (SP).

Ci saranno due nomi che rimarranno ben impressi nella memoria dei turisti di Lerici (SP) e Genova dopo questa estate 2013: Rex e Tarabotto. Evento dopo evento, gli amanti di queste zone rimarranno affascinati  dall’intrigante storia, tutta italiana, di un transatlantico che sfidò la crisi economica del suo tempo (che sia questo riferimento puramente casuale?) arrivando a vincere il premio più ambito e  prestigioso per questo tipo di imbarcazione al comando di Francesco Tarabotto (Lerici, 1877- Genova, 1969) uomo d’altri tempi che fece del mare la propria ragione di vita.

Trovate le prime prove concrete che i coloni inglesi di Jamestown ricorsero al cannibalismo

 

Una ricostruzione del volto di “Jane”, la giovane i cui resti recentemente trovati dagli studiosi dello Smithsonian dimostrano che nell’inverno del 1609 i coloni inglesi di Jamestown fecero ricorso al cannibalismo.

Pensare alle prime colonie inglesi in America normalmente ci richiama alla mente scene alla “Lettera scarlatta” con puritani vestiti di nero, donne dai capelli raccolti sotto alla tipica cuffietta bianca, incontri tesi tra colonizzatori e tribù native e rigida impostazione religiosa della vita quotidiana.  Tuttavia uno scheletro scoperto recentemente in quello che può essere considerato il più antico insediamento inglese del nuovo Mondo, Jamestown,  ha riportato all’attenzione del mondo accademico e dei media un aspetto molto più oscuro e drammatico della vita di quei coloni, aspetto di cui fino ad ora si era accennato solamente su cinque documenti dell’epoca: per superare il rigido inverno tra il 1609  e il 1610 i coloni sarebbero stati costretti a praticare  il cannibalismo.

Inghilterra: ritrovati i resti di Riccardo III, ultimo dei Plantageneti

Una rappresentazione di Riccardo III

I shall despair. There is no creature loves me;
And if I die, no soul shall pity me.
Nay, wherefore should they? since that I myself
Find in myself no pity to myself.

Mi resta solo la disperazione.
Non c’è chi m’ami al mondo,
e se muoio, nessuna anima viva
avrà pietà di me.
Perché, del resto, ne dovrebbe avere,
se sono io stesso a non trovare mai
in fondo all’anima alcuna pietà
verso me stesso?

William Shakespeare, Riccardo III, Atto V

DOCUMENTI – 1 “Un tempo fui imperatore”

 

Sir William Quiller Orchardson, Napoleone a bordo della HMS Bellerophon, 1880
Tate Gallery, Londra

   Da questo mese Archeofilia si arricchirà di una nuova sezione dedicata ai documenti storici che, scoperti di recente o semplicemente portati alla nostra attenzione da qualche lettore, ci catapulteranno al centro degli eventi tramite le parole e i pensieri dei loro protagonisti e testimoni diretti. Ad inaugurare la serie, una lettera scritta il 4 agosto 1815 in cui Sir William Henry Lyttelton, membro del Parlamento Britannico, parla a Lord Torpichen, suo suocero, del momento in cui Napoleone apprese ufficialmente la notizia del suo esilio a Sant’Elena.

Sensazionale scoperta archeologica a Montecchio Emilia (RE): ritrovata una tazza d’oro risalente all’antica età del Bronzo

Alcune immagini della tazza di Montecchio, 
che ne mettono in evidenza
il manico a nastro e la carenatura accentuata
(Fonte delle foto: Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna)
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­Lo straordinario ritrovamento è avvenuto lo scorso marzo presso una cava di inerti del comune di Montecchio Emilia (RE), dove un gruppo di archeologi, durante un sopralluogo, ha riportato alla luce una tazza d’oro che risalirebbe all’antica Età del Bronzo (XVIII – XVII secolo a.C.). L’oggetto è alto 12 cm per circa mezzo chilo di peso ed è stato ottenuto da una lamina d’oro dello spessore di 1,5 mm. Presenta una parte mancante e il manico staccato probabilmente a causa delle ripetute arature del terreno nel quale si trovava sepolto a soli 60 cm di profondità.

Un team di esperti alla riscoperta della "Grande Fuga"

Una troupe televisiva del canale britannico Channel 4 è tornata insieme ad un team di esperti presso lo Stalag Luft III, il campo di prigionia tedesco che fu teatro della fuga di massa immortalata dal popolare film del 1962.

 
Il Dott. Pollard presso l’entrata del condotto al tunnel “Harry”.
 
 Era la notte tra il 24 e il 25 marzo del 1944 quando 200 piloti delle forze aeree alleate, in gran parte appartenenti alla Royal Air Force, si apprestavano ad affrontare la fuga dal campo di prigionia tedesco nel quale erano detenuti, lo Stalag Luft III, situato a 100 miglia a est di Berlino. Non si trattava però di prigionieri qualunque, né di un campo di prigionia come tanti, e quello che stavano per compiere sarebbe passato alla storia come il più massiccio e significativo, anche se per molti di loro tragico, tentativo di fuga mai realizzato durante la Seconda Guerra Mondiale.
Vent’anni più tardi, nel 1963, Hollywood avrebbe consacrato al mito quell’impresa con il film “La grande fuga” di  John Sturges, diventato un classico del fim di guerra, che riproponeva gli eventi di quei mesi e di quella particolare notte con attori del calibro di Steve McQueen, Charles Bronson, James Coburn e James Garner (per nominarne solo alcuni).

INTERVISTA CON LA STORIA 4
John Franklin parla del Progetto Hougoumont

L’apertura delle porte di Hougoumont

Hougoumont oggi (Foto trable.com)


 

 

 

 

 

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Il 18 giugno 1815 ha avuto luogo, nella campagna belga a circa dieci chilometri da Bruxelles, una delle battaglie più sanguinarie del suo secolo. Fu una battaglia che, in sole otto ore, provocò la morte di circa 48.000 persone cambiando il corso della storia e gettando le fondamenta dell’Europa moderna. A Waterloo, quel giorno, l’esercito della Settima Coalizione guidato dal Duca di Wellington insieme ad un esercito prussiano comandato da Gebhard Leberecht von Blücher, sconfiggeva una volta per tutte Napoleone Bonaparte.