Dicembre 1914, quel Natale (di pace) in trincea

New Year Truce Neujahr im Niemandsland

Una delle foto più famose della Tregua di Natale del 1914 che ritrae soldati inglesi e Tedeschi insieme. (Foto da: Spiegel Online)

Il nuovo articolo di Archeofilia, con il quale auguriamo a tutti i nostri lettori felici festività Natalizie, prende spunto paradossalmente da una controversia che ha interessato l’Inghilterra nelle ultime settimane. Ad accendere i britannici spiriti è stato, questa volta, un recente spot pubblicitario della catena di supermercati Sainsbury’s, la terza per importanza nel Regno Unito, che ha scelto quest’anno di pubblicizzare le sue leccornie Natalizie, in particolare una cioccolata, con un cortometraggio ambientato durante la Prima Guerra Mondiale. Tanti sono stati nel 2014 gli eventi organizzati nell’ambito della commemorazione dei 100 anni dall’entrata in guerra del Regno Unito, dalla toccante installazione di 888.246  papaveri in ceramica nel fossato della Torre di Londra (uno per ogni soldato Inglese e del Commonwealth caduto in battaglia) alle numerose celebrazioni presenziate dagli stessi reali. I pubblicitari di Sainsbury’s hanno dunque deciso di ispirarsi alla famosa Christmas Truce  (Tregua di Natale) del 1914 per ricordare, come dicono loro, che il Natale è una festa di condivisione o sfruttare, come dicono altri, l’onda emotiva delle celebrazioni di quest’anno per vendere più mince pie e cioccolate.

Ma prima di visionare lo spot “incriminato” cerchiamo di capire meglio la realtà storica a cui si ispira.

E’ il dicembre del 1914. La guerra è iniziata da soli cinque mesi ma le cifre sono già terrificanti: caduti, feriti e dispersi ammontano in tutto a quasi un milione e lungo i settecento chilometri di trincee e capisaldi che vanno dal Mare del Nord alle Alpi, gli eserciti francese e inglese si oppongono all’avanzata di quello tedesco. Gli scontri sono estremamente violenti e non mancano i colpi bassi: un gruppo di tedeschi per esempio finse di arrendersi per attirare un drappello di Inglesi in un’imboscata che li avrebbe decimati a suon di colpi di fucile. L’atmosfera è tesa, la vita di trincea molto dura e la fine della guerra ancora lontana, anche se molti sono ancora convinti che ormai il conflitto sia agli sgoccioli e che il rientro a casa potrebbe essere già nei primi giorni dell’anno che sta per cominciare. I primi di dicembre era arrivato ai Comandanti di tutte le divisioni inglesi un dispaccio del generale Sir Horace Lockwood Smith-Dorrien, comandante del II Corpo d’armata inglese, che dava precise istruzioni su come comportarsi nel periodo Natalizio. Il comandante sapeva bene che in quel particolare momento dell’anno c’era il rischio di un affievolirsi delle ostilità, era già successo in passato. Scrive infatti nel dispaccio

“Questo periodo rappresenta un grave pericolo per la morale delle truppe. Esperienza in questa e in molte  altre guerre prova indubbiamente che le truppe nelle trincee che si trovano in stretta vicinanza alle trincee nemiche tendono a cadere, se mi è permesso dirlo, in uno stato di “vivi e lascia vivere”… gli uomini e gli ufficiali sprofondano in una letargia militare da cui è difficile risvegliarli quando si ripropone la necessità di affrontare nuovi grandi sacrifici. [...] il comandante del Corpo istruisce i Comandanti di Divisione di imporre ai subordinati l’assoluta necessità di incoraggiare lo spirito offensivo…i contatti amichevoli con il nemico, gli armistizi non ufficiali, per quanto allettanti e distensivi possano essere, sono assolutamente proibiti”.

Da “Football Remembers” 1914 Christmas Truce – Education pack – Sources – British Council

Dall’altra parte, lo stesso papa Benedetto XV cercava di promuovere, se non proprio la fine delle ostilità, almeno una tregua di tre giorni per Natale. Ma nessuno, né il Santo padre né il previdente Sir Horace Lockwood Smith-Dorrien, poteva immaginare cosa sarebbe successo la notte  di quel 24 dicembre. Pare infatti che lungo il fronte Occidentale che tagliava l’Europa, si sia verificata una serie di episodi di tregua non ufficiale tra tedeschi e inglesi. I soldati incominciarono a cantare canti natalizi dalle rispettive trincee e nelle rispettive lingue, arrivando perfino a uscire sulla “terra di nessuno” per scambiarsi saluti, auguri, regali come cibi o liquori, o ancora per presenziare a brevi cerimonie di sepoltura dei caduti. In un caso, nei pressi di Ypres in Belgio,  i due schieramenti si sarebbero persino sfidati in un’informale partita di calcio. Riportiamo qui di seguito alcuni estratti da documenti che testimoniano quella che sarebbe passata alla storia come la Christmas Truce in inglese o Weihnachtsfrieden in tedesco o ancora  Trêve de Noël in francese.

La lettera scritta in trincea dal ventiseienne del Derbyshire, il soldato Frederick William Heath, viene considerata uno dei documenti più completi.

“[...] i miei occhi scorsero un bagliore nell’oscurità. Vedere una luce nelle trincee nemiche a quell’ora era così raro che passai un messaggio lungo la linea. Avevo appena finito di parlare che una dopo l’altra si accesero altre luci lungo il fronte tedesco. (NOTA di Archeofilia: ai tedeschi erano stati inviati dall’alto comando dei piccoli alberelli di Natale per sollevare il morale delle truppe che sarebbero stati accesi e sistemati sul bordo della trincea). Poi, con le orecchie ben tese ascoltai e in tutta la nostra trincea fu udibile un augurio davvero unico in guerra: “Soldato inglese, soldato inglese, Buon Natale, Buon Natale!
Dopo quel saluto arrivò l’invito da quelle voci dure: ” Vieni fuori soldato inglese, vieni qui da noi”. Per un po’ fummo molto cauti e non rispondemmo nemmeno. Gli ufficiali, temendo il tradimento, ordinarono agli uomini di rimanere in silenzio. Ma lungo la nostra linea si sentirono uomini rispondere a quell’augurio del nemico. Come potevamo resistere dall’augurarci l’un l’altro un buon Natale anche se un attimo dopo avremmo potuto saltarci al collo? A quel punto incominciammo una lunga conversazione con i tedeschi, sempre con i fucili pronti. Sangue e pace, inimicizia e fraternità, i paradossi più sorprendenti della guerra. La notte sfociò nell’alba, una notte resa più lieta dalle canzoni che provenivano dalle trincee sassoni, il suono degli ottavini e le risate e i canti natalizi provenienti dalla nostra stessa trincea. Non venne sparato un singolo colpo quella notte fatta eccezione per la zona alla nostra destra dove i francesi non si fermarono. [...]
Ci alzammo in piedi noi stessi e urlammo auguri ai tedeschi. Poi venne l’invito di uscire dalle trincee e incontrarci a metà strada. [...] Non c’era desiderio di uccidere, ma solo il desiderio di alcuni semplici soldati (chè nessuno è così semplice come un soldato) di far cessare le ostilità il giorno di Natale. Ci scambiammo sigarette e ogni altro genere di cose. Scrivemmo i nostri nomi e indirizzi su cartoline e li scambiammo con quelli dei tedeschi. Tagliammo via i bottoni dai nostri cappotti e ricevemmo in cambio lo stemma imperiale della Germania. Ma il regalo dei regali fu il Christmas pudding (ndt. Dolce di Natale). La sola vista del dolce accese gli sguardi affamati dei tedeschi, e al primo morso diventarono nostri amici per sempre. Con una giusta quantità di Christmas pudding tutti i tedeschi della trincea di fronte a noi si sarebbero arresi. [...] Mentre finisco questa breve e raffazzonata descrizione di un evento umano così strano, stiamo riversando scariche di fucili sulle trincee tedesche, e i nostri nemici ci stanno ricambiando la cortesia con egual ferocia. Sulle nostre teste stridono nell’aria i proiettili distruttivi dell’artiglieria rivale. Siamo dunque ritornati al tormento del fuoco.”

Dal sito www.christmastruce.co.uk Lettera trascritta da Marian Robson

"Eine historische Gruppe: britische und deutsche Soldaten gemeinsam fotografiert" / "Feinde werden Freunde am Weihnachstag" Weihnachten 1914

La prima pagina del Daily Mirror dell’8 gennaio 1815 recava questa foto, con il titolo “I Nemici diventano amici nel giorno di Natale”

Vediamo invece cosa Ernie Williams, un soldato di Stockport che servì ad Ypres nel Natale del 1914, dice  della famosa partita di calcio in un’intervista alla BBC del 1983:

Intervistatore: Da dove arrivò la palla?
Ernie Williams: Ovviamente c’era un sacco di gente. Non so dunque esattamente da dove arrivò, ma venne dalla loro parte, non dalla nostra.
Intervistatore: Era una palla da calcio vera e propria?
Ernie Williams: Sì sì, e loro la calciavano. Crearono delle specie di porte e uno andò in porta e gli altri incominciarono a calciare la palla in giro per il campo.
Intervistatore: Quante persone pensa che presero parte alla partita?
Ernie Williams: Beh, direi almeno circa duecento.
Intervistatore: Lei è riuscito a calciare la palla?
Ernie Williams: Oh sì. Ho avuto la mia occasione, ero piuttosto bravo allora, a 19 anni (ride).
Intervistatore: In che spirito si giocò quella partita?
Ernie Williams: Sembrava che tutti si stessero divertendo. Non c’era rancore tra noi. Alcuni dei tedeschi sapevano parlare inglese, ma non credo ci fossero molti inglesi che sapessero il tedesco.
Intervistatore: C’era un arbitro?
Ernie Williams: No, niente arbitro. Non c’era bisogno di un arbitro per un gioco come quello.

Da “Football Remembers” 1914 Christmas Truce – Education pack – Sources – British Council

Sfortunatamente non ovunque le cose andarono altrettanto bene. L’Edinburgh Evening News del 12 Gennaio 1915 riporta infatti il tragico epilogo di uno di questi tentativi di tregua.

“Un interessante resoconto della fraternizzazione di Natale al fronte è contenuto in una lettera scritta dal fuciliere John Erskin [...]a sua madre a Dunfermline. Erskin dice di aver passato il 24, 25 e 26 dicembre nelle trincee e che è stato il Natale più strano che abbia mai trascorso. [...]
Il fuciliere continua ” Abbiamo assistito allo spettacolo incredibile di un ufficiale inglese che stringeva la mano ad un tedesco con alcune migliaia di fucili da una parte e alcune centinaia dall’altra puntati alle loro teste. Diedero ai nostri uomini due barili di birra e noi lanciammo loro alcune scatolette di manzo.
Avvenne però una tragedia durante il momento della stretta di mano. Uno dei soldati disobbedì al nostro ordine di non sparare e lasciò partire un colpo. I tedeschi immediatamente risposero al fuoco ma invece di sparare là da dove il colpo era arrivato evidentemente spararono alla prima persona che videro.
Sfortunatamente si trattava di uno dei nostri caporali che morì nel giro di 24 ore.”

Da “Football Remembers” 1914 Christmas Truce – Education pack – Sources – British Council

C’è poi da dire che anche tra i soldati, non tutti furono a favore della tregua. Scrive infatti Michel Toudy, soldato belga in servizio sul fronte occidentale, dove avrebbe perso la vita nel 1917,

“Bisogna dire che ci sono alcuni che trovano questa cosa fastidiosa. Sin dal primo momento uno si chiede cosa stia succedendo, perché i gentiluomini tedeschi si stiano prendendo la libertà di camminare qui davanti a noi lasciando le loro trincee. Se fosse per me non starebbero lì a passeggiare per molto perché darei loro un assaggio dei miei proiettili. Ma cosa si può fare? Tutti questi granatieri stanno anch’essi uscendo dalle trincee e fanno festa.”

Da “Football Remembers” 1914 Christmas Truce – Education pack – Sources – British Council

Ma cosa successe dopo la tregua? Come reagirono gli alti comandi a quell’iniziativa dei soldati? Ce ne dà un’idea questo messaggio del solito Sir Horace Lockwood Smith-Dorrien inviato il 27 dicembre agli ufficiali inglesi:

“Mi è stato mostrato un rapporto in cui si dice che in una sezione il giorno di Natale si è verificato una sorta di “riunione di Natale” tra i soldati inglesi e tedeschi sul terreno neutrale tra le due trincee a cui hanno preso parte anche molti ufficiali. Questo è solo un esempio dello stato di apatia in cui stiamo cadendo, e mostra anche come gli ordini che ho emanato in merito siano stati inattesi, perché avevo ordinato che non fosse permesso in nessun caso alcun tipo di socializzazione tra le truppe avverse [...] Chiedo con il presente che mi vengano fatti i nomi particolari degli ufficiali e delle unità che hanno preso parte in questo incontro di Natale per poter intraprendere azioni disciplinari.”

Da “Football Remembers” 1914 Christmas Truce – Education pack – Sources – British Council

Concludiamo il nostro post con lo spot della Sainsbury’s, che tanto ha fatto clamore per l’opportunità o meno di sfruttare un evento legato a una guerra che ha mietuto tanti giovani vittime per pubblicizzare una cioccolata (la cui parte dei proventi per altro è  stata donata al”associazione delle famiglie di veterani di guerra).
Per quanto la strategia di marketing  di Sainsbury’s possa dunque essere discutibile, il cortometraggio è davvero avvincente e ben fatto.

Buon Natale a tutti dunque e buona visione.

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