Firenze: rinvenuta una fossa comune sotto agli Uffizi

Un cimitero del V secolo sotto gli Uffizi

Gli archeologi al lavoro – Foto Ansa

 

…. pervenne la mortifera pestilenza…  (Giovanni Boccaccio, Il Decameron)

Parlando di peste a Firenze, non si può non pensare alle parole  con cui Giovanni Boccaccio, nel Decameron, ci descrive l’epidemia di peste nera che decimò la città a metà del XIV secolo e che servì da “cornice” alla sua raccolta di novelle.

Ed è proprio di peste a Firenze, anche se non di quella a cui fa riferimento il Boccaccio, che inaspettatamente si torna a parlare in questi giorni sui giornali di tutto il mondo e in particolare sulle testate che si occupano di notizie di storia e archeologia.  Dopo cinque  mesi di scavo infatti, sono stati portati alla luce nel capoluogo toscano,  e più precisamente sotto alla parte orientale del museo degli Uffizi, i resti di 60 corpi, probabilmente appartenenti a persone che vissero tra il V-VI secolo, seppelliti uno a fianco all’altro alternati testa-piedi e piedi-testa. Questa particolare posizione di sepoltura, normalmente adottata  quando si rendeva necessario sotterrare molti corpi in poco tempo come succedeva, appunto, nei casi di epidemie,  ha fatto pensare agli studiosi ad una sorta di fossa comune  creata per accogliere le vittime di malattie da contagio come appunto peste,  colera,  influenza o dissenteria. Tra le varie ipotesi anche quella che il ritrovamento sia legato alla cosiddetta “peste Giustinianea” la pandemia scoppiata nel bacino del Mediterraneo nel quattordicesimo anno del regno di Giustiniano (527-565), la cui virulenza fu tale da venire considerata da molti storici il colpo mortale all’ormai agonizzante evo-antico. Scrisse Procopio, storico contomporaneo, in proposito: “Durante questo periodo vi fu una pestilenza, per cui la razza umana è stata certamente prossima all’annientamento.”

L’importanza della scoperta sta anche nel fatto che getterebbe nuova luce su un periodo che viene tutt’ora considerato dagli studiosi piuttosto “oscuro” per la storia di Firenze. Come ha spiegato  Andrea Pessina, sovrintendente per i beni archeologici della Toscana, le analisi del Dna e l’esame del carbonio 14 che verranno effettuati sui resti nei prossimi mesi permetteranno di datarli con certezza, verificare le cause della morte e acquisire nuove informazioni  sugli abitanti dell’epoca e in particolare sulla loro dieta, le  patologie che li affliggevano e il lavoro che svolgevano.

 

Fonti:

Il Sole 24 Ore

Ansa

badwila.net/pestilenza/index.html (interessante articolo sulla peste Giustinianea)

 

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