INTERVISTA CON LA STORIA 4
John Franklin parla del Progetto Hougoumont

L’apertura delle porte di Hougoumont

Hougoumont oggi (Foto trable.com)


 

 

 

 

 

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Il 18 giugno 1815 ha avuto luogo, nella campagna belga a circa dieci chilometri da Bruxelles, una delle battaglie più sanguinarie del suo secolo. Fu una battaglia che, in sole otto ore, provocò la morte di circa 48.000 persone cambiando il corso della storia e gettando le fondamenta dell’Europa moderna. A Waterloo, quel giorno, l’esercito della Settima Coalizione guidato dal Duca di Wellington insieme ad un esercito prussiano comandato da Gebhard Leberecht von Blücher, sconfiggeva una volta per tutte Napoleone Bonaparte.
     Dopo circa un anno di esilio sull’Isola d’Elba, colui che era stato “l’Imperatore dei Francesi” approfittando dello scarso consenso che il sovrano Luigi XVIII riscuoteva sul suo popolo, radunò un nuovo esercito che fece il suo ingresso trionfale a Parigi il 20 marzo del 1815. Tutto questo avveniva mentre i potenti d’Europa si trovavano riuniti a Vienna per un congresso che aveva lo scopo di dare un nuovo assetto all’Europa post-rivoluzionaria e post-Napoleonica. Ad ogni modo il ritorno di Napoleone sarebbe durato solo 100 giorni, e avrebbe subito un brusco arresto proprio quel 18 giugno 1815 a Waterloo.
     Circa 200 anni dopo, un gruppo di studiosi e storici sta cercando di salvare uno dei siti principali di quella battaglia, Château d’Hougoumont. Si tratta di un complesso costituito da una fattoria, una cappella, e circondato da massicce mura di difesa che, secondo quanto ammesso dallo stesso Wellington, ha avuto un ruolo essenziale nell’esito della battaglia. Oggi però, questo luogo in cui “si può sentir pulsare la storia”, come disse il professor Richard Holmes, compianto presidente del Progetto volto a salvaguardare questo complesso, si sta lentamente sgretolando e deteriorando.
      Per “Intervista con la Storia” Archeofilia incontrerà oggi uno degli storici impegnati a portare avanti questo progetto di tutela e valorizzazione storico-culturale, il Dottor John Franklin, storico militare di fama internazionale, specializzato nell’epoca napoleonica ed in particolare proprio nella campagna di Waterloo. Il Dott. Franklin ha scritto diversi libri sull’argomento (che si possono ordinare direttamente dal suo sito ufficiale: www.1815.ltd.uk) e nell’ultimo decennio si è occupato di raccogliere tutto il materiale cartaceo reperibile non pubblicato relativo proprio alla campagna di Waterloo.
Prima di tutto, Dott. Franklin, la ringraziamo per aver accettato di rilasciare questa intervista ad Archeofilia.

 

Potrebbe iniziare spiegandoci il ruolo che ricopre in questo progetto?
Waterloo è un argomento che mi ha sempre affascinato, sin da quando ero un bambino. Svolgo ricerche sull’argomento dal 1992, collezionando manoscritti originali, leggendoli e traducendoli, e cercando di capire i molteplici aspetti di una campagna che, tutt’oggi, continua a dividere gli storici e a generare dei dibattiti.Conoscevo il Professor Richard Holmes, (ex presidente del progetto, N.d.R.) che mi ha chiesto varie volte di partecipare alla raccolta fondi per finanziare il Progetto Hougoumont, ma io ho sempre rifiutato, perché volevo concentrarmi solo sul mio studio. Quando però ho parlato con Richard nel marzo di quest’anno, ho capito che non si sentiva troppo bene e che le cose non stavano procedendo nel modo da lui sperato.  Morì proprio tre giorni dopo la nostra ultima conversazione, e poco tempo dopo venne rubato il crocifisso in legno dalla cappella di Hougoumont. Sono stati questi due avvenimenti a farmi decidere di prender parte al Progetto.A partire dal maggio di quest’anno ho lavorato come contatto tra i numerosi comitati che vi sono in Belgio e nel Regno Unito, ciascuno dei quali ha le proprie idee ed i propri desideri riguardo al Progetto. Mi è stato affidato l’incarico di raccogliere i fondi per  il restauro del complesso della fattoria, per realizzarvi un centro educativo e informativo su quella campagna e per erigere all’interno del complesso un monumento alle truppe Britanniche di Waterloo, come da ultimo desiderio di Rchard Holmes.In questo momento stiamo trattando con diverse aziende che potrebbero sponsorizzare i lavori. Inoltre sensibilizzando maggiormente il grande pubblico alla nostra causa, per esempio tramite la nostra paginaFacebook, accresciamo le nostre possibilità di raggiungere i risultati desiderati (raccogliere fondi per risistemare la fattoria, ecc.). Vi sono molte altre cose che potrebbero seguire, come ad esempio uno scavo archeologico del sito con l’aiuto del Dott. Tony Pollard dell’Università di Glasgow (vedi Intervista con la Storia dell’11/11/2010) più altre cose… è davvero grandioso.
Per quale motivo Hougamount ha avuto una tale importanza strategica nella sconfitta di Napoleone?
Il ruolo di Hougoumont e degli eventi che vi si sono verificati è stato ampiamente mal interpretato dalla storiografia in  lingua inglese, a causa di un semplice problema di comprensione dello schieramento delle truppe della Coalizione a Waterloo. Molti storici affermano che Hougoumont  si trovava sul fianco destro della linea degli Alleati, ma questo è sbagliato. Il fianco destro era in verità formato da seimila soldati nederlandesi e belgi della Terza Divisione Nederlandese, comandata dal Luogotenente-Generale Chassé. Hougoumont si trovava al centro della posizione degli Alleati, insieme alla fattoria di La Haie Sainte. Napoleone, il cui obiettivo principale era  proprio quello di penetrare proprio fino al centro della linea nemica, aveva bisogno di prendere possesso di Hougoumont, oppure di ingaggiare battaglia con le truppe all’interno ed intorno ad Hougoumont così attivamente da tenerle impegnate lì.  Più di venticinquemila soldati schierati nel centro-destra della linea della Coalizione erano stati messi nella condizione di non potersi muovere o schierare, senza dover prima tenere conto della situazione ad Hougoumont. Si trattava di una tecnica bellica Napoleonica utilizzata in battaglia che permise a Napoleone, nella persona del Conte d’Erlon’s Corps, di tentare di sfondare il nemico per attraversare la strada che da Charleroi porta a Brussels.  Purtroppo per Napoleone, questo tentativo fallì, ed egli fu costretto a condurre un attacco contro un fronte più esteso.  La battaglia di Hougoumont, però, durò tutta la giornata.   
Lei ha detto di aver dedicato gran parte della sua vita allo studio dell’epoca napoleonica. Cosa la affascina così tanto di questo periodo storico?
Il mio interesse deriva dal fatto che il periodo napoleonico è il primo di cui si abbia un’abbondanza di materiale manoscritto di diversa mano. Non si tratta solo di materiale scritto da re o imperatori, ma proprio dagli uomini che hanno prestato servizio negli eserciti coinvolti. Queste lettere e questi resoconti forniscono uno spaccato più ampio della vita quotidiana degli uomini e delle donne di due secoli fa, permettendoci di comprendere meglio quell’epoca. Non possiamo figurarci con esattezza come avrebbe dovuto essere un campo di battaglia ricoperto da cinquanta o sessantamila cadaveri e feriti, ma attraverso le parole dei testimoni diretti possiamo, forse, comprendere meglio le emozioni, le lotte, e le conquiste che facevano parte della vita quotidiana di quegli uomini.
Archeofilia la ringrazia nuovamente e le augura buona fortuna per il Progetto. Saremmo lieti di pubblicare un nuovo articolo su Hougoumont una volta che il ripristino sarà completato, e, magari, dopo avere visitato direttamente il complesso ristrutturato!

 

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