SS REX: il transatlantico e il suo più famoso capitano rivivono a 80 anni dal Nastro Azzurro

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Le grandi passioni non vanno mai in ferie e anche una tranquilla vacanza in una località di mare può nascondere inaspettati e quanto mai intriganti risvolti …

Il Capitano Francesco Tarabotto, l’entrata del Rex a New York e la targa posta sulla casa natale di Tarabotto a Lerici (SP).

Ci saranno due nomi che rimarranno ben impressi nella memoria dei turisti di Lerici (SP) e Genova dopo questa estate 2013: Rex e Tarabotto. Evento dopo evento, gli amanti di queste zone rimarranno affascinati  dall’intrigante storia, tutta italiana, di un transatlantico che sfidò la crisi economica del suo tempo (che sia questo riferimento puramente casuale?) arrivando a vincere il premio più ambito e  prestigioso per questo tipo di imbarcazione al comando di Francesco Tarabotto (Lerici, 1877- Genova, 1969) uomo d’altri tempi che fece del mare la propria ragione di vita.

 A 80 anni dalla conquista del  Blue Ribbon, il Nastro Azzurro per la traversata più veloce del Nord Atlantico,  Lerici e Genova, le città di Tarabotto,  rendono oggi omaggio  a un gigante  dei mari che tra il 1931 e il 1944 accompagnò tanti italiani nel loro viaggio verso il Nuovo Mondo. La spettacolare sagoma di nave delle dimensioni di  100 metri x 40 formata da decine di migliaia di luci al led  posizionata  sulla  calata Mazzini di Lerici, la frizzante serata anni 30 tenutasi nel mese di agosto presso il lungomare del piccolo paese ligure, e ancora la mostra al castello di Lerici o quella al castello San Giorgio di Genova, hanno strappato i turisti alle spiagge per permettere loro di tuffarsi  nel decennio precedente al secondo conflitto mondiale.
Era il 1° agosto del 1931 quando re Vittorio Emanuele III insieme alla consorte Elena parteciparono al varo del  SS Rex, quello che sarebbe stato, fino agli anni ‘90 del secolo, il più grande transatlantico italiano mai costruito  nonché, all’epoca, la terza tra le più grandi navi mercantili al mondo. Con i suoi  268,20 metri di lunghezza, i 29,50 metri di larghezza , un’altezza di 37 metri, a soli due anni dal “black Tuesday” del ’29 che aveva visto il crollo di Wall Street, il Rex, vinceva la recessione (costò ben 300 milioni di lire) diventando uno dei maggiori vanti dell’epoca fascista.
Commissionato dalla Nuova Società Italia Flotte Riunite, sorta dalla fusione di precedenti e storiche Compagnie di Navigazione, il  Rex fu costruito tra il 1930 e il 1931 presso il cantiere navale Ansaldo di Genova -Sestri Ponente e nello Stabilimento Meccanico di Sampierdarena per poi entrare in servizio nel 1932 sulla linea Genova – New York.  Grazie al motore da 144.000 cavalli e alle  quattro turbine a vapore, una per ogni elica, nonché alla consumata esperienza del suo capitano,  l’anno successivo, tra il 10 e il 16 agosto, la nave superò il record  di traversata dell’Atlantico fino ad allora detenuto da un’unità tedesca,  raggiungendo la velocità media di 28, 92 nodi ( poco più di 50 km all’ora) e impiegando solo 4 giorni, 13 ore e 58 minuti per raggiungere New York.
(Foto  http://salvatoremilazzo.blogspot.it)

Ma i numeri che fecero grande il Rex non si limitano alle ore di viaggio e ai nodi raggiunti. La nave era una vera città galleggiante, con il suo equipaggio di 800 uomini e i circa 2000 passeggeri, i suoi 12 piani collegati da scale e ascensori, le 2 piscine, la palestra, il cinema, il teatro, la libreria, uno studio fotografico ed anche una piccola Chiesa, uno studio per la fisioterapia, diversi negozi, barbieri e parrucchieri. C’era perfino una tipografia con tre stampatrici in grado di pubblicare un proprio giornale chiamato “Le notizie di mare”. Una città, quindi, ma non una città qualunque. Eleganza, raffinatezza e innovazione erano le parole d’ordine, nonché impeccabilità dei servizi offerti.  Leggendo le descrizioni che ne fecero i viaggiatori dell’epoca, non si può non pensare al fasto e all’eleganza del tragicamente famoso RMS TITANIC  di britannica memoria.

Scriveva Generoso Pope, uomo d’affari ed editore italo-americano in un articolo dedicato al suo viaggio di andata e ritorno sull’imponente transatlantico:
“ E’ stato ripetutamente detto, ed è ormai ovunque ben noto, che il segreto del costante successo dei transatlantici italiani va ricercato nella bontà dei servizi. Personale disciplinato, cortesissimo, pronto ad ogni richiesta del viaggiatore. Si comincia di buon mattino con una visita, per il “breakfast”, al salone da pranzo, dove impera da anni Bernardino Savoldelli, maggiordomo instancabile che per ogni pasto sa suggerire qualcosa di particolarmente appetitoso e gradito, dopo avere rapidamente intuito il gusto dei viaggiatori  e consultato i suo maggiori cooperatori […] Non vi è chi non faccia , al mattino o nel pomeriggio, una sosta al “gymnasium”  […] Il “Bar” è uno dei ritrovi favoriti dei naviganti; di quello del “Rex” è capo un abilissimo preparatore di bevande prelibate e cerimoniere gentilissimo Marcello Rossetti […] Dal Bar che è sul piano della magnifica piscina, si scende nei saloni, dove il maestro di cerimonie Pio Micco, organizza e diffonde i programmi della giornata e della serata: musica, cinematografo, tombola, danze; mentre sulle passeggiate si alternano le corse ai cavallucci alle più svariate gare sportive […] Ogni viaggiatore del Rex ha (poi) un debito di gratitudine con il Maestro Giachino che dirige l’infaticabile orchestra del Rex e ne è primo violino valentissimo e ch’è anche il drettore del “Dopo Lavoro” del personale del Rex, che ha un’orchestra, un coro e dei solisti […]. “
 
Per dare un’idea di quanto la nave fosse entrata nell’immaginario popolare come simbolo di grandezza e maestosità non si può non citare la scena del celeberrimo film“Amarcord” di Federico Fellini, dove fiumi di gente si riversano sulle coste per assistere al passaggio notturno di quella leggenda dei mari al grido “Viva il Rex la più grande realizzazione navale del regime!”
Un carosello di personaggi famosi, donne in abito da sera dalle lunghe sigarette con il bocchino, uomini in frac, cappello e monocolo, ma anche poveri emigranti diretti oltreoceano in cerca di fortuna sfilò sulla prestigiosa nave fino al 1940, quando, poco prima dell’entrata in guerra dell’Italia,  l’unità navale venne inviata a Trieste per proteggerla dai bombardamenti. Genova fu infatti una delle prime città ad essere bombardate e un’imbarcazione di quelle dimensioni non poteva certo passare inosservata.
Nel settembre del 1943 il Rex venne però sequestrato dai tedeschi che decisero di trasferirlo a Capodistria temendo un bombardamento alleato su Trieste. Purtroppo, a causa della scarsa profondità di quel litorale , il giorno 8 Settembre del ’44 la nave si arenò al largo della costa tra Capodistria e Isola in un punto molto visibile per gli aerei della RAF, che l’8 Settembre del ’44 la bombardarono con 123 razzi. Il Transatlantico restò a galla per 4 giorni in fiamme continuando a bruciare prima di inclinarsi su se stesso ed affondare.
Il relitto restò per molto tempo semi-sommerso e non mancarono i progetti di recupero che però si rivelarono sempre antieconomici. L’ammiraglia della flotta mercantile italiana degli anni trenta venne così smantellata, e “ufficialmente” di essa rimangono oggi solo le lettere del nome e la campana. Ma collezionisti e subacquei cercano ancora, tra la melma e la sabbia del luogo del suo affondamento, parti metalliche di questo gigante dei mari, inevitabilmente sparse sui fondali in seguito al bombardamento e al successivo smantellamento.
E il mito del Rex rimane così più vivo che mai.
Una terribile immagine del REX sotto
attacco aereo…
…e della nave incendiata prima
dell’affandamento.
Fonti:
Museo dell’Emigrazione della Gente di Toscana
Transatlantici: il Rex, “Ship of ships” di Paolo Picardo (articolo online)
Zeffiro Rossi “Il Rex, il suo comandante, il suo equipaggio”(Cinquemarzo Editore , 2013)
Articolo originale di Generoso Pope (http://www.djgiack.it/files/transatlantico_rex.pdf)ENGLISH ABSTRACT:The Italian transatlantic ship SS Rex and its most famous captain celebrated in two exhibitions in Liguria

Tourists who visit the Italian towns of Lerici (SP) and Genoa in the summer of 2013 will  event after event certainly become familiar with the truly Italian story of the transatlantic ship Rex and its captain, Francesco Tarabotto (b. Lerici, 1877- d. Genoa, 1969). A spectacular ship made up of ten thousands of small led lights on the Calata Mazzini in Lerici, an unusual 1930s party on the Lerici promenade as well as two exhibitions, one at the castle of Lerici and the other at that of San Giorgio in Genoa, will draw tourists from the beaches to let them dive into history for a change.
Built in one year between 1930 and 1931, the SS Rex challenged the economic crisis of the time -  “Black Tuesday” had hit Wall Street just a couple of years earlier-  to become the third biggest ship in the world of the time and the biggest Italian transatlantic ship ever built until the 1990s.  268.20 metres long, 29.50 wide and 37 high, it became one of the major sources ofpride for fascist Italy. However  the most important record Rex broke was in 1933, when, under the command of its experienced and skilful Captain Francesco Tarabotto, it won the Blue Riband, the most prestigious and sought-after award for this type of ship, by crossing the Noth Atlantic Ocean in just 4 days, 13 hours and 58 minutes.
Reading the descriptions of the ship written by voyagers who were lucky enough to travel on it, we cannot help thinking of the tragically infamous British RMS Titanic. They speak of elegant restaurants, gyms, swimming pools and bars as well as of an extremely obliging crew and superb food. Of course the ship also included a second and a third class too, but their quality standard were higher than average.
The “ship of the ships” was only in operation for 8 years. Following the outbreak of WW2,  and in particular a bombing of Genoa, it was moved to Trieste in order to protect it. Here it was captured by the Germans and then attacked and sunk by RAF planes.

Plans to recover the SS Rex after the war always proved to be extremely economically unfeasible, so it was decided to scuttle it. However, today many divers and collectors continue to scan the seabed at the site of the scuttling in search of objects or metal parts from the ship, and so the legend lives on…  

2 Responses to SS REX: il transatlantico e il suo più famoso capitano rivivono a 80 anni dal Nastro Azzurro

  1. con-fine scrive:

    Questo commento è stato eliminato dall’autore.

  2. Gino Fienga scrive:

    Davvero molto interessante: speriamo che le storie di ‘eccellenze italiane’ come questa siano da stimolo alle nuove generazioni per capire quali sono i valori e le azioni da cui ripartire…

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